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Sinis > San Vero Milis Su Pallosu

Sx - Fondale: Roccia - Funziona con: Ponente, Maestrale, Libeccio 

Cala rocciosa confinante con la LAGUNA che lavora con le stesse condizioni. Sinistra non molto lunga ma potentissima e con un drop molto impegnativo.


A proposito di: Oristano (OR) (Sardegna)

La Storia
La storia della Provincia di Oristano si può articolare in tre grandi momenti. A partire dal 6000 a.C. fino al 900 d.C. attraverso tutta l’era neolitica, l’epoca nuragica, quella fenicio-punica fino all’era romana e quella bizantina. Le tracce indelebili di questa storia luccicano nel suggestivo scenario ambientale della terra sarda e affascinano ancora gli stessi oristanesi per l’alone di mistero, di sacro e di spiritualità che queste vestigie ancora richiamano.L’orma della storia ha, poi, percorso i fasti e le sventure del Giudicato di Arborea che, dal 900 fino al 1400 inoltrato, ha reso nobile la terra di Oristano trasformandola in quella società arborense evoluta nei più diversi campi, dell’economia, della legislazione e della cultura. Ancora oggi i colori ed i cerimoniali di questa antica tradizione, costituiscono la spina dorsale delle manifestazioni di più alto richiamo turistico, prima fra tutte la Sartiglia di Oristano.Infine, l’ultimo segmento che dal 1400 conduce fino ai nostri giorni attraverso l’epoca aragonese, quella spagnola e sabauda.La presenza dell'uomo risale all'età neolitica, come testimoniano le numerose domus de janas,e gli abitanti vi trovarono certamente un habitat ideale composto da un clima ... mite, pianure fertili, lagune pescose, diffusa presenza di ossidiana dalla quale si ricavavano armi e utensili.Il successivo sviluppo della civiltà nuragica trova le sue espressioni più significative nel nuraghe Losa di Abbasanta, nel pozzo sacro di Santa Cristina e nel diffuso e articolato sistema di nuraghi presente nel Sinis di Cabras e nelle zone dell'interno.La presenza fenicio - punica e poi romana consentì l'edificazione di grandi centri commerciali e militari tra i quali Othoca, Neapolis, Tharros e il complesso termale di Fordongianus e l'aprirsi di interessanti vie di comunicazione tra la costa e le zone dell'interno verso Usellus e i contrafforti della Barbagia. L'indebolirsi dell'impero romano rese più insicura Tharros la cui popolazione, intorno al 1070, si trasferì in quella che è oggi la città capoluogo di Oristano dando vita a quella originale esperienza di autogoverno che sino al 1410 fu il Giudicato di Arborea la cui fine coincise con l'avvento della dominazione Aragonese.

L'Ambiente .. La Provincia di Oristano, istituita nel 1974, è composta da 88 comuni, una popolazione di circa 176 mila abitanti e si estende per 3038 Kmq con una densità di circa 58 abitanti per Kmq. Il suo territorio è posto nella Sardegna centro occidentale e confina ad Ovest con il Mare Mediterraneo, a Nord con la catena del Montiferru, ad Est con il Mandrolisai, il Sarcidano e l'Altopiano della Giara, a sud con la pianura del Campidano.Un territorio percorso dal fiume Tirso, (principale corso d'acqua dell'isola), dotato di un'ottima rete stradale, caratterizzato dalla presenza di 90 chilometri di coste, da un sistema di stagni e lagune (protette dalla Convenzione di Ramsar), che ne fanno una delle zone umide più interessanti d'Europa e disseminato da complessi nuragici e da rilevanti testimonianze del passato. L'oristanese a differenza di altre zone dell'isola, ha conservato intatte alcune peculiari caratteristiche.Le coste del Sinis, ad esempio, sono ancora allo stato naturale e così ampi tratti del litorale che si integrano con le pinete e gli specchi d'acqua circostanti, dimora dei fenicotteri rosa e di altre specie ornitologiche, paesaggi e siti ideali per le attività equestri e quelle da diporto e a carattere ambientale e archeologico. Si tratta di percorsi che partendo dalla Valle da Pesca di Marceddì attraverso Arborea e la sua bonifica agraria, toccano Santa Giusta, lo stagno omonimo, la basilica romanico - pisana, la città sepolta di Ohtoca, costeggiano il porto industriale, per giungere alla città di Oristano, alla marina di Torregrande e al suo porticciolo turistico e da pesca.Poi, attraverso gli stagni e le peschiere di Cabras, verso Tharros, i nuraghi, la costa del Sinis, Capo San Marco e l'oasi naturalistica di "Turre Seu". ... Un insieme incomparabile di bellezze che verso nord viene esaltato dalle scogliere di "Su Tingiosu", dalla marina di San Vero Milis, dall'immensa pineta di Is Arenas e dai bianchi scogli di S'Archittu, dalla città di Cornus e dal litorale di Tresnuraghes. Il tema marino appare dominante ,ma non di minore rilievo è l'attrattiva offerta dal turismo montano con il sistema del Montiferru e dalle comunità che vi risiedo- no, sino alla borgata di San Leonardo, la diga del Tirso e i territori del Ghilarzese e del Barigadu, per scendere nuovamente a valle, costeggiando il fiume Tirso e le terme di Fordongianus, per poi proseguire verso il Castello di Medusa di Samugheo ed il Rio Flumineddu di Asuni per giungere al monte Arci e al dolce paesaggio delle colline della Marmilla di Ales (antica sede vescovile) e di Mogoro