La scheda: le nuove regole per la sicurezza

03-12-2004
Didattica
Italy
La sicurezza sulla neve ha fatto un nuovo, importante, passo avanti: Uni (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) ha pubblicato le norme che definiscono contenuti grafici, forme e dimensioni della segnaletica che dovrà essere installata ai bordi delle piste da sci. Si tratta di una tappa particolarmente importante tenuto conto che, recentemente, la conferenza Stato–Regioni ha approvato il Decreto che stabilisce la ripartizione di 5 milioni di Euro, tra i gestori delle varie stazioni sciistiche italiane, stanziati per la realizzazione d’impianti d’innevamento artificiale e, appunto, per mettere in sicurezza le piste.

Nuovi cartelli
I nuovi cartelli indicatori, così come accade per i segnali stradali, affinchè siano facilmente riconoscibili e per renderne più facile l’apprendimento e la memorizzazione, sono realizzati con colori, segni grafici e caratteri dei testi corrispondenti a specifici standard. Hanno forme e colori diversi a seconda che indichino informazioni turistiche o di servizio (sentiero invernale, pista da snowboard, pronto soccorso, ecc), pericoli (strettoia, incrocio, crepaccio, cannone spara neve, ecc.), divieti (camminare sulla pista da sci, usare la slitta o lo snowboard) e obblighi (per esempio, utilizzo del casco per gli under 14).

La classificazione delle piste
Le piste da sci devono essere classificate in base al loro grado di difficoltà: blu, le piste facili (la loro pendenza non può superare il 25%); rosso, quelle di media difficoltà (pendenza fino al 40%); nero, le piste difficili (con pendenze superiori al 40%). «La corretta, chiara e visibile segnalazione dei pericoli e dei divieti, insieme con il comportamento responsabile e adeguato alle capacità sciistiche individuali – affermano ancora i dirigenti di Uni – è un fattore determinante per la sicurezza degli sciatori».

L’obbligo del casco
Per quanto riguarda le caratteristiche dei caschi da sci che i ragazzi al di sotto dei 14 anni dovranno obbligatoriamente indossare, i Dirigenti dell’Uni informano che «il gruppo di lavoro tecnico del Ministero della Salute, al quale partecipiamo con nostri esperti, proprio nei giorni scorsi ha accettato la proposta di adottare le caratteristiche e i metodi di prova stabiliti dalla norma tecnica Uni en 1077 sui caschi per sci alpino e sta quindi mettendo a punto gli aspetti puramente legislativi necessari per emanare il decreto». «La norma Uni en 107 – precisano all’Uni – viene già utilizzata da tutti i produttori di caschi che commercializzano sul territorio dell’Unione Europea.

Quindi, i caschi sicuri esistono, sono regolarmente in commercio e sono facilmente identificabili facilmente poiché devono essere marcati con l’indicazione En 1077 oltre che con la sigla Ce». È da sottolineare che, poiché il regolamento approvato dal Consiglio Regionale della Lombardia – che introduce da subito l’obbligo del casco – fa riferimento alle specifiche tecniche di cui alla Legge 363/2003, anche sulle Alpi Centrali, per la sua reale applicazione bisognerà aspettare la pubblicazione del decreto del Ministero della Salute. La norma tecnica UNI EN 1077 stabilisce quali devono essere i requisiti di costruzione ed i corrispondenti metodi di prova dei caschi da sci; dall’ampiezza del campo visivo all’estensione minima della zona cranica che deve essere coperta; dalla larghezza del sottogola alla capacità di assorbimento degli urti (la prova prevede un impatto alla velocità di 20 km/h); dalla resistenza alla penetrazione da parte di corpi appuntiti alla capacità del casco di non sfilarsi con l’urto.
La scheda: le nuove regole per la sicurezza
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