Valutare gli alberi usati

27-10-2017
Didattica

Negli ultimi due anni si sta parlando molto di "curvature", "rigidità" e quanto questi due fattori incidano sulle performance di una vela. Per questo motivo negli ultimi tempi sui vari mercatini si è visto il proliferare di alberi usati. Cerchiamo di capire come riconoscere un vero affare evitando il piu' possibile di prendere una fregatura.

Con la solita premessa che questo è solo il nostro parere, vediamo come il tempo, l'usura e l'utilizzo di un albero influiscono sulle sue caratteristiche.

Immaginiamo di cospargere un foglio di carta con della cera: fino a quando la cera rimarrà compatta e solida, il foglio di carta rimarrà rigido permettendo delle piccole flessioni senza alterare la forma originale. Continuando a piegare il foglio ripetutamente, magari cambiando la temperatura da freddo a caldo e viceversa, la cera comincerà a formare delle piccole incrinature, in alcuni casi arriverà a rompere addirittura la carta.

Ora immaginatevi dei fogli di carbonio arrotolati e cosparsi di resina, la loro forma tubolare e le caratteristiche di elasticità rimarranno tali fino a quando alla resina non succederà la stessa cosa che accade alla cera sul foglio di carta. Certamente i materiali utilizzati per costruire un albero hanno caratteristiche di elasticità e robustezza migliori della carte e della cera ma le leggi della fisica agiscono nello stesso identico modo!

Piu' è alta la concentrazione di carbonio in un albero, piu' la resina utilizzata dovrà far fronte alle sollecitazioni. Al contrario se la concentrazione di carbonio è bassa ci saranno altri materiali che aiuteranno le resine a "sostenere" gli sforzi salvaguardando la struttura dell'albero e quindi le sue caratteristiche tecniche iniziali. Come quasi in tutto, all'aumentare delle performances diminuisce la robustezza e la longevità dei materiali.

Possiamo quindi affermare che piu' è alta la concentrazione di carbonio, piu' un albero si svaluta nel tempo a causa dell'effetto "cera". Bisogna quindi stare molto attenti ad acquistare un albero 100% carbon con piu' di 3 anni di vita (calcolando 50 uscite all'anno), se non vi si romperà a breve, sicuramente avrà perso tutte quelle caratteristiche di elasticità e reattività che vi aspettereste da un 100% (con questo non voglio dire che sia inutilizzabile). Non fidatevi di quelli che dicono "il mio albero è perfetto anche dopo 6/7 anni di utilizzo", le cose sono due, o lo usa 10/15 volte a stagione oppure si è solo abituato al lento decadimento delle performance del suo albero.

Per esempio sarebbe preferibile non acquistare un albero usato intensamente per fare freestyle o wave, è palese come le intense sollecitazioni avranno compromesso la solidità dei materiali, mentre il rischio è piu' basso acquistandone uno usato per lo slalom o per il freeride.

L'esempio arriva dagli atleti: perchè cambiano gli alberi almeno ogni 2 anni? Essendo abituati a spingersi al limite si accorgono che dopo qualche tempo non riescono piu' a fare quello che facevano quando l'albero era nuovo. Anche se non tutti siamo atleti, chi vorrebbe un albero che non offre piu' garanzie di buon funzionamento?

Se la concentrazione di carbonio è compresa fra il 45/50 % e 75/80 % il rischio di "fregatura" è inferiore, sopratutto i 50/60% sono da considerarsi quasi "eterni".

Quindi possiamo dire che se l'albero è un 100% la sua valutazione sarà il 10/15% inferiore rispetto al prezzo di mercato (leggete il primo articolo di questo blog per calcolarlo).

Se l'albero arriva da un atleta che gareggia nelle competizioni, il valore si abbassa ulteriormente del 10%.

Spero di aver aiutato qualcuno di voi a fare la giusta valutazione, la prossima puntata la dedicheremo all'accessoristica usata.

STAY TUNED Life is a Big Wave

Un grazie per l'articolo a: http://www.shop.zzsurf.com

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