ALESSANDRA SENSINI PER LA TERZA VOLTA SUL PODIO OLIMPICO

24-10-2004
Competizioni
Alessandra Sensini è entrata nella leggenda dello sport italiano, salendo, alla sua quarta Olimpiade, per la terza volta sul podio a cinque cerchi. Poco è mancato che la splendida medaglia di bronzo si tramutasse davvero nell'ennesimo oro che molti suoi estimatori davano per quasi scontato. Ma i Giochi olimpici hanno ancora una volta confermato di essere una gara diversa da tutte le altre, una competizione in cui giocano tantissimi fattori. La prova più lampante è rappresentata dal fatto che le storiche rivali di Alessandra non hanno saputo compiere performance all'altezza delle attese, e, ogni quattro anni, cambiano sempre i volti al vertice, tranne uno, quello della nostra inossidabile campionessa.
Sono state Olimpiadi bellissime per il windsurf. Merito soprattutto di Nikos Kaklamanakis, il campione greco, la cui popolarità nel suo paese rivaleggia con quella che in Italia è riconosciuta solo a Del Piero, Totti, Maldini, Valentino Rossi, Schumacher e pochissimi altri eletti. Il suo volto campeggia sui muri di città e campagne, non solo come testimonial pubblicitario, ma anche come icona dello sport ellenico, una nazione che stravede per l'atletica e per il basket e che è in ascesa nel calcio, come certifica il titolo europeo sorprendentemente conquistato nello scorso luglio. Quando, durante la splendida cerimonia inaugurale del 13 agosto, tutti si attendevano che l'ultimo tedoforo fosse il campione della NBA di basket Galis oppure un rappresentante dell'atletica in memoria dei millenari fasti dell'antica Olimpia, a sorpresa è spuntato Kaklamanakis, l'intero stadio è esploso in una incredibile standing ovation, scandendo ritmicamente il suo nome, mentre la sua immagine coinvolgeva i miliardi di telespettatori sintonizzati per l'evento dell'anno. Così si è espresso il Segeretario Esecutivo dell'IWA Rory Ramsden, interpretando il pensiero dell'intera windsurf community mondiale:

"Il  ritorno dei Giochi Olimpici nella loro culla spirituale l'altra notte si è concretato in una cerimonia inaugurale mozzafiato che ha rivisitato i miti dell'antica Grecia con la magia tecnologica del 21° secolo. E si è compiuta un'altra pagina della storia del windsurf.
Il greco Nikos Kaklamanakis, medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1996, è stato l'ultimo tedoforo che ha acceso il tripode allo stadio olimpico, durante la cerimonia inaugurale dei Giochi della XXVIII Olimpiade. Questa è probabilmente la prima volta che tale onore è stato accordato a un velista, e che sia toccato a un windsurfista è stata realmente un'opportunità unica. Nikos ha detto: "Ho provato un'emozione incredibile che accade una sola volta nella vita!"
Nikos che ha compiuto 36 anni durante i Giochi ed è probabilmente giunto all'epilogo della sua illustre carriera sportiva con la regata nelle acque del Golfo Saronico, è stato anche il protagonista della trasmissione irradiata su Sky Sports "Road to Athens", una serie televisiva che raccoglieva esempi della preparazione per le Olimpiadi compiuta da atleti di ogni parte del mondo. Nikos è stato l'unico rappresentante del mondo velico a essere coinvolto. Un altro onore per il windsurf."

 E Nikos, come Alessandra, non ha tradito le attese, conquistando una splendida medaglia d'argento alle spalle dell'israeliano Gal Fridman, anch'egli protagonista di una pagina di storia, dato che si tratta del primo titolo olimpico conquistato da un atleta dello stato ebraico in oltre mezzo secolo di esistenza.

Tornando ad Alessandra, ha iniziato alla grande. Dopo il settimo posto della prima regata, è sempre stata al vertice assoluto, alternandosi tra l'oro e l'argento, con le due rivali di turno: la francese Faustine Merret e la cinese Jin Yan. Al termine della decima regata e alla vigilia dell'ultima prova, con due primi, due secondi, tre terzi, due sesti e un settimo posto (quello iniziale scartato) capeggiava ancora la classifica con 27 punti, due in meno della Merret e cinque in meno della cinese, che aveva infilato tre vittorie consecutive tra la sesta e l'ottava prova, e la certezza che nessuna atleta le avrebbe tolto la gioia del terzo podio. Sarebbe stato sufficiente un Meltemi appena passabile con qualche nodo in più, perché sbaragliasse il campo e vedesse le rivali inchinarsi ancora una volta alla sua superiorità, nettissima quando le regata diventa tecnica. Ma venerdì 25 agosto Eolo non era propizio; il mare davanti a San Kosmas, come ha scritto la 'Gazzetta dello Sport' ,"era perfetto per i bagnanti, impossibile per i velisti, aria poca, se non pochissima e anche molto irregolare". Si sarebbe gareggiato? Si è gareggiato, ed inevitabilmente, in una regata tutta a pompaggio, l'anagrafe non ha fatto sconti. Merret ha vinto, con la cinese alle spalle: per Alessandra, settima, 'solo' (si fa per dire) quel bronzo che era già il traguardo minimo.

La rivedremo in Cina nel 2008? La "cassaforte d'Italia", l'atleta più medagliata della vela olimpica italiana, certamente non si ritira. Se la scelta della tavola per le olimpiadi di Qingdao privilegerà una classe meno fisica e più tecnica, siamo certi che Alessandra lotterà per partecipare alla sua quinta Olimpiade. E, come è nel suo impareggiabile temperamento, non per fare da comparsa.