Professione shaper - Le Linee d'acqua - Parte 5

22-10-2007
Didattica

La conoscenza teorica di questo argomento è molto importante, perché consente allo shaper di poter costruire svariati tipi di tavole per tutti gli usi, se poi a questo aggiungiamo parecchi anni di esperienza, il gioco è fatto , abbiamo il famoso GURU.

Questo argomento è talmente vasto che non basterebbe un'enciclopedia per spiegarlo, per cui cercherò di riassumere il tutto cercando di tirare fuori i concetti di base che possano essere compresi facilmente dalla gente. Le prime informazioni riguarderanno lo SCOOPLINE (o Rockerline) e l 'OUTLINE. Lo scoopline è composto da una linea curva che raccorda la prua alla poppa, determinando la carena di una tavola. Questa linea, a seconda di come viene raccordata, dà alla tavola determinate caratteristiche; é il passaggio più importante di tutta la costruzione di una tavola e se azzeccato, saremo già a metà dell'opera, al contrario, sbagliarlo, significherebbe avere tra le mani un bel "bidone".

Lo scoopline è composto da tre parti: lo scoop, il rocker e il kick, che come dicevo prima vanno sapientemente raccordati fra di loro. Ma vediamo ora in sintesi ognuna di queste parti.

Lo scoop è la curvatura che caratterizza la prua, ed è importante perché questa non si "ingavoni" in acqua in fase di partenza o di manovre radicali. Negli ultimi anni, lo scoop è andato via via aumentando sempre di più, visto l'evolversi sempre più radicale delle manovre eseguite. Per cui poco scoop significa "ingavonarsi" facilmente, ma al contrario però significherebbe troppo attrito con l'acqua facendo così frenare la corsa della vostra tavola.

Il rocker, è la curvatura che caratterizza la tavola da circa la metà fino alla poppa e a sua volta prende nell'ultima parte il nome di kick; la "shapatura" del rocker è molto difficile, a volte bastano pochi millimetri di differenza per avere o un bidone o una scheggia!! Maggiore sarà il rocker maggiore sarà la manovrabilità, ma anche qui , dovete sapere, che l'acqua tende sempre nel suo scorrimento a seguire maggiormente le superfici curve per cui troppa curvatura nel rocker, tarderà lo staccarsi dell'acqua dalla poppa, creando così turbolenze in uscita, che rallenteranno la vostra tavola.

Per ovviare a ciò è stato studiato il cosiddetto "kicktail" che dà la possibilità di mantenere un rocker minore fino agli ultimi 15 centimetri (per cui minor turbolenza e più velocità) ma in fase di manovra, quando cioè la tavola verrà inclinata, avere, con il kick negli ultimi 15 centimetri, un'ottima manovrabilità.

Rimane sempre  allo shaper però, decidere come sarà il tipo di rocker in base al tipo di tavola e sopratutto in base al luogo dove verrà usata la stessa, cioé: se la tavola sarà usata in mezzo a onde potenti non avrà certo bisogno di velocità, visto che già le stesse gliela forniranno, per cui privilegeremo la tenuta e la manovrabilità; se invece dovrà surfare onde piccole e poco potenti, sarà inutile fare una tavola molto manovrabile, se poi non si avrà la possibilità di sfruttarla per mancanza di velocità, ma farò una tavola veloce che scorra via bene anche se l'onda non "tira", così solo, avrò la possibilità di manovrare con facilità. Allora ricapitolando: SCOOPLINE piatto: tavola stabile, remata in partenza facile e tavola veloce, ma poco manovrabile e facilmente propensa "all'ingavonata". SCOOPLINE  accentuato: tavola lenta, remata faticosa, partenza ritardata ma allo stesso tempo tavola manovrabile e meno propensa "all'ingavonatura".

Solitamente aumenta in base alla lunghezza della tavola, difatti tavole molto corte possono andare con rocker leggeri (più dritti) perché la loro lunghezza ridotta le aiuta già in manovra. L 'outline di una tavola, è determinato da una curva che unisce la prua alla poppa, passando per un punto centrale l quale a seconda di dove è situato, determinerà il punto di larghezza massima di una tavola. Più questa curvatura sarà accentuata, più la tavola avrà caratteristiche manovrabili ma perderà di velocità e viceversa se la curva sarà più dritta. La lunghezza di una tavola a parità di larghezza( dato il maggio contenuto di Foam) rispetto ad una più corta, sarà generalmente più facile sia in remata, sia in partenza, sia in stabilità, doti queste basilari per chi deve imparare o per chi vuole surfare onde piccole ma lente, al contrario tavole corte sono molto più manovrabili sopratutto in situazioni di onde particolarmente piccole e potenti, cioè dove a causa del piccolo cavo dell'onda, verrebbe problematico effettuare manovre radicali con tavole lunghe, allo stesso tempo però, essendo tavole molto tecniche non sono consigliate ai principianti. Ci sono poi tavole denominate" FISH" , che data la loro particolare forma (larghe e corte) consentono di avere una performance di una shortboard, mantenendo però la facilità di conduzione di tavole come " MINIMALIBU'". Larghezza: questa viene presa di solito in tre punti : a 30 centimetri da prua, a centro tavola, a 30 centimetri da poppa( ci sono poi maniaci che la misurano ogni 20 centimetri ma lasciamo perdere).

Larghezza a 30 da prua: più larghezza = maggior potere di galleggiamento ridotte possibilità di ingavonatura, maggior facilità di remata ed ottima stabilità.

Larghezza ridotta: manovra facilitata grazie al volume ridotto, ridotta stabilità, maggior possibilità di ingavonamento. La larghezza centrale varia a seconda del tipo di tavola, più la tavola sarà larga più sarà facile in generale, tavole strette vengono usate di solito per onde grosse in modo di avere maggior velocità e maggior stabilità. Le tavole larghe, dato il loro potere di galleggiabilità vengono utilizzate su onde medio-piccole, anche se resta il fatto che all'aumentare della tecnica del surfista si può diminuire la larghezza della tavola migliorandone la radicalità.

La larghezza a 30 centimetri da poppa , determina la superficie della stessa che, se più larga, avrà maggior portanza, cioè terrà la planata più a lungo facilitando le esecuzioni di manovre anche su piccole onde e migliorando la stabilità, perdonando al surfista anche il più piccolo errore.

Poppe strette garantiscono un passaggio "rail to rail" ( bordo bordo) più veloce, per cui in teoria sarebbero più manovrabili di quelle larghe, ma solo in teoria perché se non si è più che bravi si avrà un effetto controproducente perché che la tavola se non lanciata in velocità, tenderà, vista la poca portanza della sua poppa, ad affondare e di conseguenza a perdere velocità o addirittura a "piantarsi" nell'onda in fase di manovra. Vi sono poi i due estremi: poppe larghissime o strettissime. Le prime sono quelle delle tavole fish e vengono usate per surfare onde molto piccole, mentre le seconde sono usate su gun e vengono impiegate per onde molto grosse, grazie alla loro velocità e stabilità allo stesso tempo. 

 Prosegui con: Parte 6 Rail (Bordi)