Don Winslow: La pattuglia dell'alba

23-03-2010
Magazine
Leggi sulla copertina che è un libro di Don Winslow e, ricordando l'assoluta e forse anche inattesa perfezione de 'L'inverno di Frankie Machinè, pensi di trovarti in un'atmosfera completamente noir, con gangster al crepuscolo della vita, costretti a tornare in pista da fatti a loro estranei, o quasi. Ed invece 'La pattuglia dell'albà pur parlando di ex poliziotti e poliziotti, di indagini cupe ed intricate, di pericoli veri o solo temuti, è anche altro, anzi è molto altro, perchè Winslow è riuscito a mettere insieme una storia bella, semplicemente, e un insieme di personaggi che sembrano potere vivere di vita autonoma e non invece poggiarsi l'uno all'altro, con il sospetto che cadendo uno possano cadere tutti. La storia è in fondo semplice e con un solo vero protagonista, il surf che, in 'La pattuglia dell'albà, non è solo uno sport da praticare per diletto o una attività fisica propria della California. È invece una filosofia, un modo di vivere, che altri hanno celebrato: leggi i film 'Un mercoledì da leonì o 'Point break'. E come nei due film, anche Boone Daniels, un ex poliziotto ritiratosi quasi a vita privata (arrotonda la pensione facendo lavoretti da investigatore privato) aspetta la grande mareggiata, quella da affrontare, cavalcare e domare a cavalcioni di una vecchia e gloriosa tavola. Insieme a lui una compagnia di amici, anche loro amanti del surf e divorati dalla voglia di imbrigliare la «grande onda». C'è Sunny, una ragazza che serve ai tavoli di un bar, saltuariamente compagna di letto di Boone e spesso sul punto di cercarsi un lavoro vero che però l'allontanerebbe dal mare; una intenzione che Boone, sistematicamente, riesce a fare rientrare. E c'è anche High Tide che deve il soprannome alla stazza (170 kg) e all'effetto «alta marea» che, dicono gli amici, provoca quando si tuffa in mare. E poi il bagnino Dave, che, come scalpi davanti alla tenda di un indiano, infila conquiste su conquiste di turiste. E Jhonny Kodani, un poliziotto d'origine giapponese al quale, quasi naturalmente, gli amici hanno sostituito il cognome in Banzai (e, tutto sommato, gli è andata anche bene perchè l'alternativa era Kamizaze). E, infine, un «rastafariano» però bianco. «La pattuglia dell'alba», al di là della storia in «giallo», conferma al splendida vena narrativa di Don Winslow, dove il racconto non è mai lontano da una delicata poesia.

(ed. Einaudi, pagg. 365, euro 18.50)
Don Winslow La pattuglia dell'alba
Don Winslow La pattuglia dell'alba