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Come arrivarci da:
Piancavallo

17 km di aree sciabili per la discesa, senza dimenticare lo sci di fondo e lo snowboard. A disposizione dei bambini ma non solo: un baby snow park, l'area slittini, snowtubing e l'emozionante Bob su rotaia.

Dislivello 1248 m
Stazione in quota 2064 m
Piste blu 6
Piste rosse 6
Piste nere 1
Seggiovie 4
Snow park Si
Ancore 9


I lati negativi

Ancora non ne conosciamo, comunicatecelo


Ricettivita'

Custodia per bambini piccoli Si


Info

Azienda Promozione Turistica Indirizzo Piazza Duomo Cap, Citt� / Localit� 33081, Aviano Telefono 390,434,651,888 Fax 390,434,660,348 E-mail info@piancavallo.com


A proposito di: Pordenone (PN) (Friuli Venezia Giulia)

Pordenone sorse durante l'Alto Medioevo, lungo il fiume Noncello, come porto fluviale, da cui deriva il nome Portus Naonis, porto sul Noncello. In zona esistevano comunque già insediamenti agricoli in epoca romana come dimostrato dai ritrovamenti dei resti di una villa in località Torre. Nel 1278, dopo essere stata amministrata da vari feudatari, Pordenone passò agli Asburgo diventando così un'enclave austriaca nel territorio del Patriarcato di Aquileia. Nel XIV secolo l'insediamento si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici commerciali fluviali e nel 1314 le fu conferito lo status di città. Nel 1508 Pordenone fu conquistata dal condottiero Bartolomeo d'Alviano per conto della Repubblica di Venezia la quale concesse a d'Alviano la signoria sulla città. Solo con l'estinzione di questa famiglia, avvenuta nel 1537 la città fu amministrata direttamente da Venezia attraverso suoi provveditori. La Serenissima mantenne gli statuti della citta e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manufatturiere. Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale. Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Zanussi, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città. Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia, sino ad allora il territorio della Destra Tagliamento faceva parte della provincia di Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di Concordia-Pordenone; già dal 1919 a Pordenone era ubicato il seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la città è divenuta sede di un polo universitario dipendente dall'Università di Trieste e dall'Università di Udine.

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