Sei in: » Capo Mannu

Come arrivarci da:
Sinis > Putzu Idu Capo Mannu

ITA
PARTICOLARITA'
Onde grosse e potenti che dal mare aperto girano all'interno della baia. I set in genere in numero di 3/5 si alternano con serie non sempre uguali. Ogni tanto arriva il cosidetto "rastrello" che "ripulisce" letteralmente la line-up dagli imprevidenti avidi delle onde che si sono fidati troppo. La protezione del promontorio permette alle onde di arrivare lisce e senza ciop con vento da NW e N. Tavolati rocciosi con ampie buche si ergono a scalino da un fondale di 15/20mt permettendo il formarsi delle serie d'onde.

CONDIZIONI
Non è facile trovare le condizioni giuste al Capo. Non tutte le perturbazioni permettono alle onde di crescere sufficientemente e "lavorare" con il giuto vento. Normalmente il NW forza 7 per due giorni può regalare delle belle condizioni di vento side shore. Il N è più difficile e rafficato anche se permette delle belle surfate in condizioni side off.

Questo spot è considerato da alcuni lo spot più bello del Mediterraneo.
Il vento entra sideoffshore mure a dritta. Ottimo per surfare l'onda (grossa e liscia), un po' meno per saltare. La spiaggia non c'è, vi conviene usare le scarpette se volete evitare guai ai piedi.
 

E pensare che fino a dieci anni fa a Capo Mannu si portavano solo le pecore al pascolo, senza pensare che sarebbe diventata la meta più ambita e più ricercata dei surfisti di tutto il bacino mediterraneo.
Sicuramente questa pagina non servirà a tanto poichè quando un surfista passa da queste parti non ci arriva per caso ma è già stato informato da altri fratelli che a loro volta vi erano gia stati.
Qui il vento la fa da padrone e quando si arrabbia scoppia l' inferno e il mare diventa bianco e gonfio di onde che mettono i brividi solo a guardarle, ma non vi preoccupate a tutto cè un rimedio, basta andare al Capo dove le grosse onde spinte dal Maestrale girano entrando in una baia ridossata e all'ultimo ritocco ci pensa il fondale avente una morfologia tale da far irripidire un onda fino a renderla quasi perfetta.
 

Se qui vi è troppo vento e di conseguenza corrente , allora ci si può spingere al Mini Capo, uno spot ancora più ridossato dove potrete surfare onde ancora più ripide e veloci, più giù ancora troviamo la Punta , uno spot consigliato per i meno radicali. Proprio quando soffia il vento, il Capo, diventa anche il regno dei winsurfisti, molti

Point destro su roccia che lavora con medie e grandi mareggiate a NO anche con moderato vento attivo che qui è quasi offshore.

NW, wave senza compromessi, si esce dalle rocce, l'onda piu alta e potente del mediterraneo, mure dritta


ENG

Capo Mannu is on the west coast of Sardinia near Oristano, and it’s one of the best and most hardcore wave spots in the Mediterranean.

The Capo is famous and infamous for its perfect powerful waves, strong mistral and razor-sharp teeth-like pumice-rock shoreline.

With west swells the Capo will start going off with waves from 2-5 m + mistral 25-50 knots.

Medi Capo is slightly sheltered from the wind so check it out for surfing.

Mini Capo is closest to Putzu idu bay where there is a narrow beach - the waves are fast and can tend to closeout.

Mistral is side shore, N is side-off, Ponente from the west will get very lully inside the bays and is straight onshore so can easily leave you on the rocks in a wipeout. Strong mistral will tend to push you out of the bay if you’re lucky.

Laguna or Sa Mesa Longa – point break, beautiful beach. Waves 2-4 m

Check out San Giovanni with N-NO winds.

No wind or waves

Sardinia is a beautiful island, go look around.

The Capo can leave its mark.

Very sharp and jagged pumice rock coastline, many people use booties. Expect to end up on the rocks, sea urchins, powerful waves. Leashes can snag on the reefs underwater.

Localism – the local surfers are jealous of their spot, make friends onshore before paddling out to the lineup. Can get crowded.


Come arrivare

Da Oristano seguire le indicazioni per Putzu Idu. Seguire il Lungomare e girare a sn all'altezza de Bar Lepori. Seguire la strada asfaltata, continuare sullo sterrato fino al primo bivio e poi girare a sn. Lo spot si trova nel lato sud della penisola di Putzu Idu andando verso l'estremità ovest.


Materiali piu' utilizzati

Wave


Quando andare

Primavera, Inverno


Scuole e noleggi

Is Benas Surf Club: 339/8063052 - 0785/38434


I lati negativi

Molti!!!! Uno degli spot più famosi ma anche uno dei più rischiosi: Ha un solo picco che permette di surfare solo la Dx. Per uscire si esce tra le rocce in una zona rafficata e aspettando il momento di pausa tra i set d'onde. Se si sbaglia e cade la vela dite addio all'attrezzatura, che la corrente porta immediatamente sulle rocce, e pensate a nuotare... I surfisti locali: Tanti i local che difendono a spada tratta il loro di casa. Sempre più numerosi i longboardes spesso sul picco anche con le onde grosse, diventa quindi difficile surfare tutta l'onda. I kiters locali: alcuni locals riescono ad uscire in tutte le condizioni e sono quelli che riescono a prendere più onde. Inoltre bisogna stare attenti nell'addentrarsi nell'inside perché il vento lì è molto rafficato. Da quello che si può capire quindi entrare al Capo raramente permette di godersi una bella uscita.. L'ultima novità e che a brevissimo il Comune di San Vero Milis chiuderà gli accessi stradali sugli sterrati per la salvaguardia della linea costiera e macchia mediterranea. Perciò bisognerà lasciare le macchine ben lontano e fuori vista e farsi un bel trekking con l'attrezzatura.


Info

Capo Mannu è un promontorio situato a 22 km da Oristano, in Sardegna, che costituisce il punto di inizio nord della penisola dal Sinis. Sul promontorio è presente un faro di segnalamento. Il territorio del capo appartiene amministrativamente al comune di San Vero Milis.

Capo Mannu e il surf

Capo Mannu è ben noto agli amanti del surf e del windsurf. Il capo è esposto a tutti i venti dei quadranti occidentali, e in particolar modo al maestrale. Durante le mareggiate è possibile osservare onde di alcuni metri di altezza. Dal punto di vista surfistico, è stato scoperto verso la fine degli anni '80 da alcuni surfisti e windsurfisti della zona e, tuttora, rappresenta inEuropa una delle mete più ambite per la pratica di questo sport[1]. Da alcuni anni è diventato uno dei punti di riferimento inItalia per kitesurf sulle onde. Da alcuni anni ospita con cadenza annuale il "Capo del Capo", una competizione surfistica di livello nazionale.

 


A proposito di: Oristano (OR) (Sardegna)

La Storia
La storia della Provincia di Oristano si può articolare in tre grandi momenti. A partire dal 6000 a.C. fino al 900 d.C. attraverso tutta l’era neolitica, l’epoca nuragica, quella fenicio-punica fino all’era romana e quella bizantina. Le tracce indelebili di questa storia luccicano nel suggestivo scenario ambientale della terra sarda e affascinano ancora gli stessi oristanesi per l’alone di mistero, di sacro e di spiritualità che queste vestigie ancora richiamano.L’orma della storia ha, poi, percorso i fasti e le sventure del Giudicato di Arborea che, dal 900 fino al 1400 inoltrato, ha reso nobile la terra di Oristano trasformandola in quella società arborense evoluta nei più diversi campi, dell’economia, della legislazione e della cultura. Ancora oggi i colori ed i cerimoniali di questa antica tradizione, costituiscono la spina dorsale delle manifestazioni di più alto richiamo turistico, prima fra tutte la Sartiglia di Oristano.Infine, l’ultimo segmento che dal 1400 conduce fino ai nostri giorni attraverso l’epoca aragonese, quella spagnola e sabauda.La presenza dell'uomo risale all'età neolitica, come testimoniano le numerose domus de janas,e gli abitanti vi trovarono certamente un habitat ideale composto da un clima ... mite, pianure fertili, lagune pescose, diffusa presenza di ossidiana dalla quale si ricavavano armi e utensili.Il successivo sviluppo della civiltà nuragica trova le sue espressioni più significative nel nuraghe Losa di Abbasanta, nel pozzo sacro di Santa Cristina e nel diffuso e articolato sistema di nuraghi presente nel Sinis di Cabras e nelle zone dell'interno.La presenza fenicio - punica e poi romana consentì l'edificazione di grandi centri commerciali e militari tra i quali Othoca, Neapolis, Tharros e il complesso termale di Fordongianus e l'aprirsi di interessanti vie di comunicazione tra la costa e le zone dell'interno verso Usellus e i contrafforti della Barbagia. L'indebolirsi dell'impero romano rese più insicura Tharros la cui popolazione, intorno al 1070, si trasferì in quella che è oggi la città capoluogo di Oristano dando vita a quella originale esperienza di autogoverno che sino al 1410 fu il Giudicato di Arborea la cui fine coincise con l'avvento della dominazione Aragonese.

L'Ambiente .. La Provincia di Oristano, istituita nel 1974, è composta da 88 comuni, una popolazione di circa 176 mila abitanti e si estende per 3038 Kmq con una densità di circa 58 abitanti per Kmq. Il suo territorio è posto nella Sardegna centro occidentale e confina ad Ovest con il Mare Mediterraneo, a Nord con la catena del Montiferru, ad Est con il Mandrolisai, il Sarcidano e l'Altopiano della Giara, a sud con la pianura del Campidano.Un territorio percorso dal fiume Tirso, (principale corso d'acqua dell'isola), dotato di un'ottima rete stradale, caratterizzato dalla presenza di 90 chilometri di coste, da un sistema di stagni e lagune (protette dalla Convenzione di Ramsar), che ne fanno una delle zone umide più interessanti d'Europa e disseminato da complessi nuragici e da rilevanti testimonianze del passato. L'oristanese a differenza di altre zone dell'isola, ha conservato intatte alcune peculiari caratteristiche.Le coste del Sinis, ad esempio, sono ancora allo stato naturale e così ampi tratti del litorale che si integrano con le pinete e gli specchi d'acqua circostanti, dimora dei fenicotteri rosa e di altre specie ornitologiche, paesaggi e siti ideali per le attività equestri e quelle da diporto e a carattere ambientale e archeologico. Si tratta di percorsi che partendo dalla Valle da Pesca di Marceddì attraverso Arborea e la sua bonifica agraria, toccano Santa Giusta, lo stagno omonimo, la basilica romanico - pisana, la città sepolta di Ohtoca, costeggiano il porto industriale, per giungere alla città di Oristano, alla marina di Torregrande e al suo porticciolo turistico e da pesca.Poi, attraverso gli stagni e le peschiere di Cabras, verso Tharros, i nuraghi, la costa del Sinis, Capo San Marco e l'oasi naturalistica di "Turre Seu". ... Un insieme incomparabile di bellezze che verso nord viene esaltato dalle scogliere di "Su Tingiosu", dalla marina di San Vero Milis, dall'immensa pineta di Is Arenas e dai bianchi scogli di S'Archittu, dalla città di Cornus e dal litorale di Tresnuraghes. Il tema marino appare dominante ,ma non di minore rilievo è l'attrattiva offerta dal turismo montano con il sistema del Montiferru e dalle comunità che vi risiedo- no, sino alla borgata di San Leonardo, la diga del Tirso e i territori del Ghilarzese e del Barigadu, per scendere nuovamente a valle, costeggiando il fiume Tirso e le terme di Fordongianus, per poi proseguire verso il Castello di Medusa di Samugheo ed il Rio Flumineddu di Asuni per giungere al monte Arci e al dolce paesaggio delle colline della Marmilla di Ales (antica sede vescovile) e di Mogoro