'60 degrees' l'idea per scacciare la crisi dello snowboard

26-10-2015
Boards

BOLZANO. Si chiama “60 degrees” l’invenzione di Matthias Gruber, 27 anni, uscito dalla facoltà di Design e Arti di Bolzano, e come tutte le idee che sono destinate a rivoluzionare ciò che le ha precedute, nasce da una crisi, quella dello snowboard.

Per molti anni la popolarità di questo sport è cresciuta senza rivali tra giovani e giovanissimi che si avvicinavano alla cultura di montagna con quel dissacrante attrezzo simile a uno skateboard. Alla fine degli anni novanta a essere in crisi nera erano dunque i buoni vecchi sci, che si vedevano sottratta una grossa fetta di mercato e le prospettive erano nere: se quei ragazzi, crescendo, avessero continuato a scegliere la “tavola”, in pochi anni lo sci sarebbe scomparso dalle montagne. Il problema fu affrontato da appassionati, sportivi, e aziende del settore che analizzarono i limiti del vecchio sci in rapporto ai nuove possibilità esplorate dallo snowbord, e compensarono la rigidità dello sci tradizionale con una forma più “sciancrata” lateralmente, che cosentiva di effettuare curvature molto accentuate aumentando così il divertimento dello sciatore. Lo stile di discesa che ne è derivato, “carving” appunto deriva proprio dalla tecnica utilizzata con lo snowboard. Queste innovazioni risollevarono le sorti degli sci, che più manovrabili e divertenti venivano nuovamente scelti dalle nuove generazioni o da chi, crescendo, smetteva con la tecnica dello snowbord che richede trall’altro una maggiore performatività atletica.

Allo stesso modo, Gruber, chiedendosi cosa avrebbe desiderato dalla sua tavola da snowboard, ha realizzato - con le sue mani nei laboratori dell’Università - un prototipo ispirandosi al concetto di un un particolare tipo di skateboard in voga negli anni ’90 lo waveboard. L’innovazione di Matthias consiste nella trasformazione della classica tavola in un attrezzo composto da due moduli mobili connessi tra loro da un terzo elemento flessibile consentendo di superare i tradizionali limiti della tavola e permettendo di esplorare nuovi movimenti. Lo scopo del progetto è dunque di attirare sulle piste nuovi seguaci della tavola, e l’occasione per presentarlo è arrivata dal concorso “Milano Montagna Vibram Factory”, incubatore di idee e progetti all’interno della manifestazione Milano Montagna 2015 che il designer altoatesino si è aggiudicato

ottenendo recensioni sulle migliori riviste specializzate. Ora, dopo essere stato premiato e aver incuriosito gli appassionati, il progetto deve solo trovare un’azienda che creda anche nelle sue potenzialità commerciali.

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