Rivoluzione Xboard un po' moto d'acqua, un po' surf

05-06-2005
Accessori
O meglio, surfare in un lago in cui le onde non superano i dieci centimetri. Come? Con l'Xboard, un incrocio tra una moto d'acqua e una tavola da surf, l'ultima trovata in fatto di "water sports", che arriva direttamente dall'America delle grandi onde e delle spiagge brulicanti di atletici surfisti.

Per gli amanti della disciplina, insomma, per chi solca davvero indemoniati cavalloni oceanici, l'idea di avere un motore sotto la tavola è tanto strampalata quanto inutile. Come se, Cipollini si allenasse col motorino per il prossimo giro d'Italia.

Chi, invece non ha muscoli d'acciaio e il "mercoledì da leoni" lo passa davanti alla televisione, troverà nell'XBoard un simpatico gadget per compiere evoluzioni fino ad esaurimento carburante. La forma è più o meno la stessa della classica tavola, così come la posizione a bordo, solo che al posto delle onde ti spinge l'acceleratore, che è una specie di leva incastonata sulla poppa.

Lungo oltre due metri e mezzo, l'XBoard è alimentato da un propulsore di 400 centimetri cubici, capace di sviluppare ben 40 cavalli. Tradotto in prestazioni, vuol dire superare i 70 km/h, cioè la stessa velocità di una moto d'acqua.

Un pieno di benzina garantisce autonomia per un paio d'ore, mentre la protezione del conducente ( a questo punto chiamiamolo così per non offendere i surfisti veri) è assicurata dall'arresto automatico del motore, quando si finisce in acqua. Solo qualche settimana fa (27 aprile 2005 ndr), il "motosurf" ha debuttato in mare aperto, nelle insidiose acque a largo di Maui, Hawaii. Si è trattato di un evento dimostrativo perché l'XBoard, non ancora in vendita, e secondo la ditta che lo produce dovrebbe arrivare per l'estate 2005, purché si riesca a pescare qualche cliente disposto a spendere 7.500 dollari per vivere un "Point Break" a motore.
Rivoluzione Xboard un po' moto d'acqua, un po' surf
Rivoluzione Xboard un po' moto d'acqua, un po' surf