ISA World Surfing Games: l’esperienza azzurra in Giappone

24-09-2018
All News

Si conclude con un sedicesimo posto, qualche rammarico e tanti spunti per il futuro, l’esperienza azzurra ai 2018 ISA World Surfing Games, andati in scena a Tahara (Giappone).

L’epilogo di questa incredibile esperienza è arrivato al day 4 di gara con l’eliminazione di Giada Legati e Claire Bevilacqua al quarto round dei ripescaggi. Le ragazze hanno pagato i troppi errori e soprattutto le heat da 15 minuti previste dal tabellone ripescaggi, che non hanno lasciato margine ad alcuna incertezza o imprecisione.
Entrambe hanno fatto vedere a tutto il mondo un surf nettamente superiore al risultato ottenuto. Hanno pagato la troppa fretta nella ricerca dell’onda, poca precisione, quando la circostanza richiedeva al contrario di esprimere in pochi minuti tutta la propria potenza e la energia.

In generale, il Team schierato in Giappone non ha precedenti. Sicuramente l’assenza di Leonardo Fioravanti, che avrebbe dovuto prendere parte alla spedizione, ha inciso non poco visto il livello degli avversari. Ma la scelta condivisa di lasciarlo totalmente concentrato sulla tappa della Qualifying Series della WSL in programma ad Ericeira (Portogallo) è quella giusta. Lui è il solo atleta azzurro che può puntare ad ottenere la qualificazione olimpica attraverso il ranking della World Surf League ed è giusto che ci dedichi il 100% delle sue energie. Nel 2019 non potrà esimersi dalla partecipazione agli ISA World Surfing Games, che varranno come selezione olimpica per Tokyo 2020.

Tornando ai ragazzi, Claire ha dimostrato in acqua tutta la sua notevole esperienza. L’obiettivo è quello di riallinearla ed allenarla per affrontare la new generation. Ha un surf potente e di altissimo livello, è straordinariamente preparata atleticamente ed ha solo bisogno di tutto il supporto possibile per tornare a migliorare i suoi punteggi eliminando le sbavature che le sono costate care a Tahara.

Emily Gussoni e Giada Legati, come anche la giovane Maria Barend che abbiamo visto ai recenti Europei, hanno un livello di surf altissimo. Hanno bisogno di crescere ma senza dubbio rappresentano il futuro del surf femminile italiano.

Angelo Bonomelli e Ramon Taliani hanno dimostrato ancora una volta di poter competere a livello internazionale. Per Angelo, che nel Day 2 di gare ha incantato il mondo del surf con una prestazione da finale, il rammarico di portare a casa il best score sulla singola onda dell’intera competizione. Un quasi perfect ten (9.93) che non ha dato modo ad altri campioni presenti (Kanoa Igarashi e Santiago Muñiz in primis) di replicare in alcun modo.

Solo applausi per il giovanissimo Edoardo Papa, che purtroppo, fin dal suo arrivo Giappone, ha risentito di alcuni sintomi influenzali. Al termine di una stagione internazionale che lo ha visto entrare nella Top Ten Juniores della World Surf League, aveva tutti i presupposti, la grinta e la determinazione per ben figurare con atleti nettamente più grandi e della lunga esperienza. Purtroppo, così non è stato ma questo Mondiale (che per lui ricordiamo essere il secondo Open) non sarà di certo l’ultimo.

L’Italia torna a casa con il solo rammarico di avere il potenziale per fare molto di più. In poco più di un anno il surf internazionale si è accorto della nostra presenza. Tanto è stato fatto in pochi mesi e molto altro verrà fatto nei prossimi. L’Italia c’è e ci sarà. Se lo meritano i nostri ragazzi, se lo merita l’intero movimento. Da oggi partirà l’upgrade, con il nuovo piano di allenamenti ed un programma di supporto agli atleti. Abbiamo una decina di mesi per preparare al meglio il Team, dobbiamo arrivare preparati all’appuntamento con i prossimi ISA World Surfing Games.

Continueremo con l’obiettivo di tenere unito il Team, prepararlo e lavorare per colmare quel gap nell’allenamento specifico della gestione della gara. Dobbiamo riuscire a ottimizzare la performance anche quando le condizioni sono difficili. Un lavoro di fino a livello mentale, psicologico, atletico.

Looking forward for a bright future

ISA World Surfing Games: l’esperienza azzurra in Giappone
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