PIHA, BEAUTIFULL TO BE

10-11-2005
Viaggi
Consiglio a tutti a tutti coloro che decidono di andare in NZ a surfare di levare le tende da Oukland il piu’ presto possible.
“La seconda citta’ piu’ estesa del mondo” come qualcuno imprudentemente mi ha ricordato, vale poca roba, forse un giorno di sfuggita a vedete il museo di Peter Blake ma niente piu’. Se non volete subito fare troppi chilometri, sappiate che a pochi chilometri dalla citta’, sulla west coast, e’ situato un vero e proprio gioiello: Piha. Dopo aver trascorso quindici giorni a Ragland, sono tormato a Oukland per avere il mio nuovo visto australiano che naturalmente non era pronto. “torna tra una settimana” mi hanno detto, “ma io qua come ci resisto?!” mi sono ditto. Non posso trascorre le giornate ad alcolizzarmi nei pub all’ombra della torre piu’ alta dell’emisfero australe come I kiwi amano ricordare, sottolineando che e’ piu’ altra di quella di Sydney.
Decisi di fuggire e andare subito a Piha, senza aspettare il visto e di tornare a Oukland qualche giorno dopo.
Questa localita’ potrebbe sembrare come una spiaggia suburbana, un po’ come le molte spiagge a nord di Sydney, raggiungibili in mezz’ora, ma ci si accorge subito che non e’ cosi’. Le spiagge di Sydney fanno parte integrante della citta’, piha no, e’ nascosta dagli altopiani che circondano Oukland e l’unica connessine con la citta’ sono gli shuttle private.Arrivai a Piha proprio il weekend di un contest locale della Quicksilver e questo fu per me motivo di difficolta’ nel trovare posto nel campeggio.
Se vi recate a Piha non vi spaventate a prima vista: qui esiste solo un campeggio un paio di alter accommodation,un club delle bocce, un paio di bar e nella piu’, insomma un vero e proprio surf camp, e quindi non ne rimarrete delusi. La gente poi’ e’ accogliente e simpatico ed e’olto facile nell’incappare in surfisti che vi racconteranno le lo avventure per la Nuova Zelanda. Io ho trascorso tre giorni meravigliosi in uno spot che offre tutto quello che surfista desidera: tranquillita’, onde a volonta’, e un paesaggio stupendo.
Partiamo con ordine.
Le onde: si tratta , come a ragland, di un lungo left hand, con uno swell che puo’ raggiungere anche I tre metri ½ di altezza. Masse d’acqua che si alzano al largo ma surfabilissime, in quanto in si rompono subito si il tempo necessario di fare tutti I movimenti del take off in tranquillita’.
Ci possono essere anche le giornate di magra, come e’ capitato durante il giorno del contest con le onde che non superavano un metro di altezza, e in quel caso potete benissimo godervi la cornice di natura dello spot, che e’ semplicemente incantevole.
La spiaggia e’ divisa da un promontorio alto uno quindicina di metri, con la possibilita’ di scalarlo e di ammirare la bellezza del posto dall’alto, un’altra esperienza da provare assolutamente.
Piha quindi ha due spiagge entrambe surfabili, ma io consiglio quella alla destra del promontorio, piu’ estesa e meno pericolosa.
Un avvertimento pero’: qui le correnti sono ancora peggiori di quelle di Ragland e molte persone ci hanno lasciato la pelle come mi e’ stata ricordato dai local del posto. Surfisti poco esperti finiti nella corrente senza ascoltare I consigli e le raccomandazioni che gli sono stati dati da gente che conosceva I pericoli delle acque. Non preoccupatevi pero’ perche’ I cartelli che spiegano come la corrente lavora e dove si forma sono esposti un po’ ovunque.
E non siate timidi nel chiedere ai ragazzi del posto, persone eccezionali, consigli e suggerimenti su tutto cio che concerne il mare di piha.
Ultimo avvertimento: godetevi il posto, a beautifull place to be….
PIHA, BEAUTIFULL TO BE
PIHA, BEAUTIFULL TO BE