TSUNAMI e come si generano

27-12-2004
Didattica
"Tsunami", forse l’unica parola giapponese utilizzata e introdotta in tutte le lingue del mondo, inglese compreso, identifica un fenomeno tipico e piuttosto frequente del Giappone.
Il termine tsunami viene dato ad un’onda gigantesca di altezza anomala che si abbatte con furia spaventosa seminando morte e distruzione. Per comprendere gli tsunami, occorre prima di tutto distinguerli dalle onde generate dal vento e dalle maree. I venti che soffiano sugli oceani ne increspano la superficie in onde relativamente corte che creano correnti limitate ad uno strato piuttosto sottile tanto che un sommozzatore può agevolmente immergersi ad una profondità sufficiente a trovare le acque calme senza correre alcun rischio.

Tempeste e uragani in oceano aperto possono poi sollevare onde di 30 metri e più, ma anche queste, oltre una certa profondità, non provocano alcun movimento. Le maree, che compiono il giro completo del globo due volte al giorno, producono correnti che raggiungono il fondo marino, così come fanno gli tsunami, i quali però non sono generati dall’attrazione gravitazionale della Luna o del Sole, al massimo possono essere in rari casi provocati dalla rotazione terrestre che causa uno scivolamento delle acque sulla superficie amplificato dalla gran massa d’acqua degli oceani. Solitamente uno tsunami si produce con notevole violenza a seguito di un terremoto sottomarino o da eruzioni vulcaniche, impatti di meteoriti o frane sottomarine. L’evoluzione di uno tsunami avviene in tre stadi: generazione, propagazione ed inondazione.

Un disturbo del fondo marino, come il movimento lungo una faglia, provoca un dislocamento verso l’alto di un certo volume d’acqua. L’onda si propaga in acqua alta con una velocità paragonabile a quella di un aereo di linea; dato però che la sua lunghezza è circa 600 volte l’altezza, la pendenza è quasi impercettibile. L’onda rallenta non appena entra in acque basse, e qualche volta invade la terraferma quasi come farebbe un’alta marea. Altre volte invece, fenomeni di rifrazione e di ravvicinamento delle creste d’onda, ne concentrano l’energia in una mostruosa muraglia d’acqua.

L’energia dell’onda infatti è compressa in un volume più piccolo via via che essa si propaga in acque sempre più basse e, dato che la cresta è costretta a rallentare, viene incalzata da quella successiva. Questo fenomeno ne aumenta sia l’altezza sia la velocità e la potenza mano a mano che la massa d’acqua si avvicina alla costa; da ciò deriva il nome tsunami che significa letteralmente tsunami e cioè "onda di porto". Le coste del Giappone ne sono le maggiori destinatarie, sia per la frequenza dei fenomeni sismici sottomarini che tormentano la zona antistante sia per quella gran massa d’acqua oceanica che non trova alcun ostacolo che ne smorzi la potenza, prima di raggiungere il paese del Sol Levante.

Il 12 luglio 1993 a Okushiri si è abbattuto uno tsunami di particolare violenza con onde altre 30 metri; le vittime in quel disastro sono state 239 e sarebbero state molte di più se non fossero state prese tutte quelle precauzioni che ormai fanno parte del bagaglio della protezione civile giapponese. Questo fenomeno tipicamente giapponese ha sicuramente ispirato il grande Katsushika Hokusai (1760-1849), l’artista giapponese – se non di tutta l’Asia – più conosciuto nel mondo, tanto che proprio una gigantesca onda è diventata simbolo della sua bravura, un’onda con gli artigli, un essere vivente, un mostro d’acqua, assetato di distruzione e morte tutto teso a ghermire le sue vittime.

Le regole di comportamento sotto riportate sono tradotte dal sito del West Coast & Alaska
Tsunami Warning Center: View link

Un forte terremoto avvertito in aree costiere basse e’ un avviso naturale di un possibile immediato pericolo. State calmi e spostatevi rapidamente in zone elevate lontane dalla costa.

Non tutti I forti terremoti provocano tsunami, ma molti lo fanno. Se il terremoto e’ localizzato vicino all’oceano o sul fondo marino, la probabilità di uno tsunami aumenta. Quando venite informati che un terremoto si e’ verificato in una zona costiera o nell’oceano, preparatevi a un’emergenza da tsunami.

Gli tsunami possono verificarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Essi possono risalire i corsi dei fiumi o dei torrenti che sfociano nell’oceano.

Uno tsunami non e’ costituito da una singola ondata, ma da una serie di ondate. Tenetevi fuori dalle zone pericolose fino a che il segnale di CESSATO ALLARME e’ diffuso dalle autorità competenti.

L’approssimarsi degli tsunami e’ talvolta annunciato da significativi abbassamenti o innalzamenti del livello del mare. Questo e’ un avviso naturale di tsunami e a esso va prestata attenzione.

Un piccolo tsunami su una spiaggia può essere gigantesco a poche miglia di distanza. Non fate sì che le modeste dimensioni di uno vi facciano perdere il riguardo per tutti.

Prima o poi uno tsunami investirà ogni costa del Pacifico. Tutti gli tsunami, come gli uragani, sono potenzialmente pericolosi, anche se essi possono non danneggiare le coste sulle quali si abbattono.

Non scendete mai in spiaggia per osservare uno tsunami! QUANDO VEDETE L’ONDA SIETE TROPPO VICINI PER POTER SCAPPARE. Gli tsunami sono più veloci di quanto possa correre un uomo!

Durante un’emergenza da tsunami, l’ufficio locale di protezione civile, la polizia, i vigili del fuoco e le altre organizzazioni per l’emergenza cercano di salvarvi la vita. Date loro la massima collaborazione.

Case e costruzioni situate in aree costiere basse non sono sicure. NON RIMANETE in tali edifici se c’e’ un avviso di tsunami.

I piani superiori di edifici con molti piani e in cemento armato possono costituire un rifugio se non c’e’ tempo sufficiente per andare in luoghi elevati lontani dalla costa.

Se siete su una barca o su un battello spostatevi verso acque profonde (almeno 100 braccia). Se le condizioni atmosferiche sono molto cattive, può essere meno rischioso lasciare l’imbarcazione attraccata al molo e muoversi a piedi verso aree elevate.

Onde capaci di fare danni e correnti irregolari e imprevedibili possono condizionare le condizioni del porto per un certo tempo dopo l’impatto dello tsunami. Accertatevi della sicurezza del porto prima di farvi ritorno con la vostra imbarcazione.

Rimanete sintonizzati sulle stazioni radio locali, sulla radio della NOAA o sulle stazioni televisive durante un’emergenza da tsunami: I bollettini emanati dalla Protezione Civile possono salvarvi la vita.

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