La Luna e le maree
Anche se tra qualche controversia, fin dall'antichit? le maree vennero associate al movimento della Luna nel cielo. La teoria quantitativa delle maree si deve per? a Isaac Newton...
Anche se tra qualche controversia, fin dall'antichit? le maree vennero associate
al movimento della Luna nel cielo. La teoria quantitativa delle maree si deve a Isaac Newton: essa prevede che l'attrazione gravitazionale lunare sulle
diverse parti del nostro pianeta, non perfettamente bilanciata dalla forza
centrifuga (dovuta al movimento della Terra), provochi due "rigonfiamenti" del
globo terracqueo, che restano sempre all'incirca allineati con la linea che
congiunge il centro della Terra e la Luna. Come risultato, si sviluppano negli
oceani terrestri due onde di alta marea che girano intorno alla Terra
"inseguendo" la direzione della Luna: in ogni data localit? la marea si ripete
ogni 12 ore e 25 minuti, che ? la met? dell'intervallo di tempo dopo il quale la
Luna ritorna pi? o meno nella stessa posizione nel cielo. Le due onde di alta
marea, allineate approssimativamente con la direzione della Luna, incontrano
attrito nel loro moto intorno alla Terra: i continenti poi sono ostacoli non
aggirabili. Si ha quindi un rallentamento della rotazione terrestre dovuto alle
onde di marea e nello stesso tempo, le stesse onde mareali vengono "trascinate"
in avanti. Questo fenomeno provoca due conseguenze importanti. In primo luogo,
la durata del giorno terrestre aumenta costantemente di una piccola quantit?,
circa due millesimi di secondo ogni secolo. Su periodi di tempo molto lunghi, la
crescita della durata del giorno ? stata determinata da osservazioni di tipo
paleontologico su alcuni antichi organismi marini, come i coralli e i
microorganismi, che costituiscono gli attuali fossili o sedimenti stratificati.
Notando gli strati di spessore variabile la cui variabilit? ? dovuta a vari
fenomeni tra cui la durata del giorno e l'ampiezza delle mareee, si ? visto che
circa 300-400 milioni di anni fa il giorno era pi? corto di circa il 15-20% di
quello attuale, il che conferma le ultime rilevazioni effettuate sul tasso di
incremento di durata del giorno terestre.
La seconda conseguenza
dell'attrito delle maree ? la variazione a lungo termine della distanza media
Terra-Luna. Il motivo sta nel principio di azione-reazione: la Terra reagisce al
"freno" delle mareee lunari "spingendo" la Luna in avanti, e quindi provocando
un allargamento graduale della sua orbita. Anche questo fenomeno, per quanto
minuscolo, ? oggi misurabile direttamente grazie alle rilevazioni di distanza
Terra-Luna permesse dagli "specchi" lasciati dalle missioni Apollo sulla
superficie lunare. Dopo circa vent'anni di rilevazioni si ? notato che
mediamente la Luna si allontana di circa un centimetro l'anno.

Un'altra teoria per la descrizione
delle maree ? dovuta a G.H. Darwin che considera la Terra e la Luna come un
unico sistema ruotante intorno al Sole. Il centro di tale sistema si troverebbe
nella Terra a circa 2/3 dal centro del pianeta dalla parte della Luna.
Considerando perci? due punti sulla Terra A e A' diametralmente opposti, si
avrebbe che le acque poste in A si solleverebbero per diretta attrazione lunare,
mentre quelle poste in A' per la maggiore forza centrifuga dovuta alla rotazione
del sistema; in corrispondenza dei punti B e B' la bassa marea sarebbe dovuta
invece alla maggiore forza centripeta.

Queste due teorie non esauriscono tutte le possibilit? e vi
sono moteplici altre opinioni che coinvolgono il Sole, l'inclinazione degli assi
terrestri e lunari, le correnti ed altro ancora.
23/5/2013 -
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