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Il Vento Da dove viene..., come si forma... a queste e tante altre domande cerchiamo di dare una risposta! Il vento ? uno spostamento di masse d'aria. E' conseguente alla relazione che intercorre tra pressioni diverse in localit? diverse e distanza tra le isobare. Il movimento delle masse d'aria avviene finch? ci sono differenze di pressione dovute a variazioni di temperatura. Infatti le variazioni di pressione atmosferica sono in relazione con le variazioni di temperatura.
Le zone e le varie localit? non sono riscaldate uniformemente e quindi in certe zone l'aria pi? calda tende a salire, mentre quella pi? fredda scende insinuandosi sotto l'aria pi? calda. In una zona maggiormente riscaldata si forma una area di bassa pressione (ciclonica) e l'aria vi affluisce dalle zone limitrofe pi? fredde, l'aria pi? calda defluisce verso l'alto formando una area di alta pressione (anticiclone).
In una zona con un maggiore raffreddamento avviene il fenomeno inverso, per cui l'aria si sposta sia in senso orizzontale sia verticale. In questo spostamento circolatorio di aria il moto verticale ? prevalentemente debole, mentre quello orizzontale molto pi? rapido.
Le masse d'aria sono considerate come zone con pressione, temperatura e umidit? costanti. Si considerano masse d'aria fredda quando la loro temperatura ? minore di quella della superficie terrestre, masse d'aria calda quando la loro temperatura ? maggiore.
Il rapporto che intercorre tra la differenza di pressione e la distanza tra le isobare ? detto gradiente barico. Lo spostamento della massa d'aria (vento) e tanto pi? rapido quanto maggiore ? la differenza di pressione e quanto minore ? la distanza tra le isobare. Si ottiene il Gradiente Barico (G) dividendo la Differenza di Pressione per la Distanza.

Il gradiente barico ? direttamente proporzionale alla differenza di pressione e inversamente proporzionale alla distanza, pertanto pi? vicine sono le isobare, maggiore ? la velocit? del vento. Considerando il gradiente barico medio di 1 mm, pari a 1,3 mb, avremo venti violenti con un gradiente barico superiore a 7-8 mb.
Il movimento dell'aria subisce anche altre forze: "Forza deviante" o "di Coriolis", causata dalla rotazione terrestre. La forza deviante fa si che l'aria si sposti verso destra, rispetto al suo moto, nell'emisfero nord, oppure verso sinistra nell'emisfero sud. - "Forza d'attrito" che si oppone al moto e dovuta al suolo per i venti che soffiano bassi. - "Forza centrifuga" che tende a spostare il vento dalla sua traiettoria verso l'esterno, quando le isobare presentano forme curvilinee. Conseguenza dell'intervento di queste forze ? che il vento nel suo moto non soffia perpendicolarmente alle isobare, dall'alta alla bassa pressione, ma formando un angolo. Questo angolo, sul mare e alle nostre latitudini ? quantificabile in circa 15?.

In una zona anticiclonica (Alta pressione) i venti soffiano in senso orario nell'emisfero nord e antiorario in quello sud. Vi sono distanze maggiori tra le isobare, quindi gradienti minori, il tempo normalmente bello. - In una zona ciclonica (Bassa pressione) i venti soffiano in senso antiorario nell'emisfero nord e orario in quello sud. Le isobare seguono andamenti maggiormente curvi e la loro distanza ? minore con conseguenti gradienti maggiori, i venti sono pi? violenti e il tempo normalmente brutto.

Secondo la regola di Buys-Ballot ? possibile individuare le zone di alta e bassa pressione a seconda di come ci si dispone rispetto alla direzione del vento: Nell'emisfero nord, con le spalle al vento, le zone di bassa pressione si trovano di fronte e a sinistra, quelle di alta pressione si trovano dietro e a destra. Nell'emisfero sud, le zone di bassa pressione si trovano di fronte e a destra, quelle di alta pressione dietro e a sinistra.
I movimenti verticali delle masse d'aria si dicono convergenti quando avvengono dal basso verso l'alto e dall'esterno verso il centro, come nelle zone cicloniche, mentre si dicono divergenti quando avvengono dall'alto verso il basso e dal centro verso l'esterno, come nelle zone anticicloniche.
La turbolenza del vento

? dovuta agli ostacoli che il vento trova lungo il suo percorso, oppure in conseguenza del contatto tra loro che possono avere due venti che soffiano a velocit? diverse, su strati diversi. Tale effetto va tenuto in considerazione quando ci si trovi sottovento e a ridosso di promontori o isole minori, il vento crea delle turbolenze alla fine dell'ostacolo, quando, superato l'ostacolo, si ricompatta, quindi non sempre il ridosso pu? considerarsi il punto pi? calmo e sicuro.
Del vento si considerano la direzione e la velocit?: La direzione si determina con un anemoscopio che ? sostanzialmente una banderuola che, disponendosi a seguito della spinta del vento determina con la sua estremit? minore la direzione di provenienza del vento. Il vento quindi si definisce dal punto cardinale da cui spira, pertanto un vento di Nord-Est ? un vento che proviene da Nord-Est e si indica in decine di gradi a partire da Nord. La velocit? del vento si pu? esprimere in m/sec, Km/h e nodi: 1 m/sec = 3,6 Km/h = 2 nd. Il vento si descrive inoltre a seconda della sua intensit? in vento debole, fresco, forte, ecc. La velocit? del vento si misura con gli anemometri.
Anemometro a pressione: Si misura la pressione esercitata dal vento su di una superficie piana.

Anemometro a mulinello (dinamico): Si misura la velocit? mediante il numero di giri compiuti dallo strumento fatto girare dalla spinta del vento. Alcune coppe, o palette, fissate a raggio su di un asse, ruotano sul piano orizzontale e il loro movimento trasmesso all'asse ? registrato da uno strumento che indica la velocit? del vento. Il pi? noto ? l'anemometro tipo Robinson a palette. L'anemografo registra sulla carta le velocit? del vento nel tempo.
I mostravento montati sulle barche indicano la direzione di provenienza del vento apparente, quando le barche sono in movimento, mentre un anemometro ne indica la velocit?.
Per determinare il vento reale in direzione e velocit? si pu? utilizzare la Tavola 15 delle Tavole Nautiche dell'IIMM, conoscendo la direzione polare del vento, la sua forza e la velocit? della barca. La turbolenza del vento

Il vento reale, relativo e apparente:


23/5/2013 - Articolo tratto da: ffff |
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