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Kitesurf: La Muta Stagna

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La dispersione termica in acqua è da sempre un fattore cardine dello stare in mare durante il periodo invernale

Premessa
La dispersione termica in acqua è da sempre un fattore cardine dello stare in mare durante il periodo invernale, sottovalutare quest'aspetto significa purtroppo incorrere in eventi di difficile gestione, quale l'ipotermia (*), lo stress, l'irrigidimento muscolare, fino alla morte in casi estremi.
Vanno poi  fatte alcune valutazioni di tipo  medico - scientifico, quali: il personale adattamento al freddo, la costituzione diversa di ognuno (masse grasse - masse magre), l'alimentazione prima dell’uscita in mare e tutti quei diversi fattori che incidono nella personale resistenza al freddo che devono guidarci nella scelta della muta che andiamo ad usare in occasione delle nostre amate session in mare.
Per cimentarci nei nostri sport preferiti anche quando l’acqua è fredda diventa indispensabile utilizzare una muta stagna. Per intenderci definiremo fredda l’acqua quando la temperatura è inferiore ai 18°C. Uscite in mare con la muta umida con temperature dell’acqua inferiori ai 18°C diminuiscono sensibilmente l’efficienza e la capacità di concentrazione con un evidente aumento dei rischi. Con temperature nell’ordine dei 12°C o meno l’uso di una muta stagna si rivela indispensabile. Ovviamente con una buona muta stagna riusciremo a risolvere il problema del freddo, ma per utilizzarla al meglio occorre capirne a fondo il funzionamento. Utilizzare la muta stagna non è complicato. Ma se non si conoscono alcuni accorgimenti danneggiare la muta o farsi del male diventa estremamente semplice.

(*) Ipotermia o assideramento è una condizione in cui la temperatura corporea di un individuo scende significativamente al di sotto del suo valore normale al punto da ostacolare il metabolismo. Si inizia a parlare di ipotermia quando la temperatura scende al di sotto dei 35°C, scendendo ancora, al di sotto dei 32°C le condizioni metaboliche diventano critiche e, se non si interviene per alzare la temperatura, mortali.

Consigli utili

Assicuriamoci che le guarnizioni stagne a polsi e collo siano correttamente adattate e ben indossate.

In una muta stagna non c’è niente di peggio o di più fastidioso che ritrovarsi con polsini e collarino non adatti alla propria conformazione fisica. Il rivenditore saprà in ogni caso darvi i suggerimenti adeguati. Polsini e collarini ben conformati ed adattati saranno confortevoli da indossare e di nessun fastidio in mare. Non usate la muta stagna in acqua prima di aver verificato ed adattato le guarnizioni stagne.

 


Controlliamo la nostra muta almeno due giorni prima della nostra uscita in mare.
Le mute stagne sono dei capi estremamente affidabili e durevoli ma è buona norma procedere a dei controlli prima dell’uso. Ciò è tanto più vero nel caso in cui la vostra muta stagna sia rimasta inutilizzata per qualche mese. Mai entrare in mare con la muta stagna se prima non si sono fatti i controlli. Cosa controllare: cerniera stagna, polsini, collarino e il tessuto per eventuali tagli. Ma perché fare questi controlli due giorni prima? Perché altrimenti non avremmo il tempo per procedere alle riparazioni del caso, rimandando la nostra uscita in mare per… trascuratezza. Scoprire che qualcosa non funziona la sera prima sarebbe veramente spiacevole.

Adeguate l’isolamento termico offerto dal sottomuta in funzione della temperatura dell’acqua.

Uno dei maggiori vantaggi offerti da una muta stagna è che essa vi consentirà di affrontare un ampio range di temperature dell’acqua. Sarà sufficiente variare il tipo di indumento impiegato (il sottomuta) sotto la muta stagna. Il vostro isolamento termico dovrà variare secondo quelle che saranno le diverse condizioni meteo. Indossare un sottomuta troppo termico o troppo poco termico porterà ad una generale perdita di confort.
Il Sottomuta
 
Come sottomuta si può usare di tutto: mutandoni di lana, maglioni, calzamaglia in lana ecc. ma è preferibile usare un indumento specifico. Il sottomuta può essere intero o a due pezzi.
Esistono tre tipi base di sottomuta :
Sottomuta sintetico in pile, tale sottomuta garantisce senz' altro una notevole protezione termica.
Sottomuta termico in schiuma di pvc a cellule aperte bifoderato. Questo sottomuta in materiale sintetico garantisce una coibenza termica inalterata ed anche il trasferimento della traspirazione corporea , attraverso le cellule aperte che lo costituiscono,
Sottomuta termico in thinsulate. E’ probabilmente il migliore tipo di sottomuta attualmente disponibile per le sue doti di coibenza termica, idrorepellenza ed ottima estetica. É consigliato per acque gelide.
Comunque la più usata è in pail.

Manutenzione
Premettiamo che una muta stagna non richiede maggiore manutenzione rispetto ad una muta umida. La base della manutenzione è sicuramente un accurato lavaggio con acqua dolce dopo ogni impiego (prestando attenzione a non bagnare l’interno della muta). L'accorgimento principale è quello di non lasciar asciugare la muta al sole, specialmente se bagnata con acqua di mare. I cristalli di sale contenuti nell'acqua di mare asciugati dai raggi solari si attaccano al materiale di cui è composta la muta, effettuando una calcificazione e corrosione del materiale stesso. Il fenomeno non è visibile da subito, ma nel tempo il tessuto diventa più duro e tenderà a rovinarsi.

Ispezionate poi  la cerniera stagna e il tessuto per individuare e prevenire fonti di problemi in mare. Se l’interno della muta si presenta particolarmente umido o bagnato effettuiamo un check per individuare eventuali perdite. Effettuati i controlli post uscita ed il lavaggio vediamo come dobbiamo riporre la muta. Facciamo asciugare la muta lontano dal sole e da fonti di calore; evitiamo di appenderla con i tradizionali appendiabiti (per non stressarla) e non poggiamola su oggetti appuntiti. Il modo corretto di riporre la muta è piegarla e stivarla in una sacca (mai da umida!). La cerniera stagna andrà lubrificata periodicamente con l’apposita cera a conservata in posizione di apertura. Mai sottoporre la cerniera stagna a piegature eccessive. Terminato l’uso della stagna riponetela asciutta in una borsa, lontano dalla luce, da fonti calore, dal sole e dall’umidità ed in luogo fresco, la cerniera sempre aperta e lubrificata, la muta bene arrotolata al fine di evitare pieghe eccessive.

Seguendo questi semplici e pochi accorgimenti apprezzerete in pieno il vantaggio di entrare in acqua rimanendo all’asciutto. Non c’è sostituto efficace di una buona muta stagna quando la temperatura comincia ad abbassarsi.

Riparazioni
Le riparazioni sono più semplici nelle mute stagne in tessuto in quanto l'individuazione visiva è praticamente immediata e la conseguente riparazione è fattibile anche a muta indossata, in pochi minuti e con estrema semplicità.
Anche la sostituzione della cerniera e delle guarnizioni di tenuta risulta estremamente più pratica e veloce nelle mute in tessuto con un evidente risparmio nei costi di manutenzione.

Per ulteriori approfondimenti :  www.kite-tecnica.it
e-mail: info@kite-tecnica.it


Di Franco Russo - Catania Istruttore certificato IKO di Kitesurf





20/04/2010 - Articolo tratto da: STNo work tribe
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